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Progetto Bellana: il dibattito

Nel corso dell’ultima campagna elettorale per le Elezioni Amministrative, la nostra redazione ha raccolto le posizioni sulla questione Bellana espresse da alcuni tra i vari candidati alla carica di Sindaco di Livorno.

Una rapida carrellata per valutare una sintesi dei pensieri ‘pro’ e le valutazioni ‘contro’ di alcuni tra i personaggi più rappresentativi delle varie anime della scena politica locale.

Tutti ovviamente rivolti all’ambizioso progetto ed alla campagna per la sua realizzazione portata avanti ormai da anni dal nostro Consorzio.  

 

Elisa Amato (consigliere comunale – Forza Italia): 

“Riaperture delle Fortezze, circuito turistico integrato (un solo esempio per rendere l’idea: stagione lirica e circuito crocieristico che si ‘parlano’) e molto altro sono tutti progetti scritti nel mio programma. Per essere sintetici come voi chiedete, potrei dire: “Le mie e le vostre proposte coincidono”. La Bellana va realizzata, non per liberare il Mediceo a favore di Azimut, ma per dare respiro ai fossi cittadini. La Bellana è, appunto, un mezzo: sono favorevole al mantenimento degli attuali circoli nautici al Mediceo; Azimut ha già avuto troppo. Ritengo che i circoli rappresentino la nostra cultura, la nostra tradizione e svolgano anche un’importante funzione sociale.”

Andrea Raspanti (consigliere comunale – Buongiorno Livorno): 

“Livorno ha bisogno di un progetto. Qualunque intervento per il futuro dovrà essere sostenuto da un’idea forte della città che vogliamo creare. Un progetto del genere dovrà essere per sua natura complesso, articolato, ispirato a un’ottica sistemica: alla visione della città come sistema complesso. Troppi danni negli anni sono stati fatti da una concettualizzazione sbagliata della città come sommatoria di parti. La stessa organizzazione delle deleghe di giunta dovrà rispondere alla necessità di nuove sinergie:  tra sviluppo, lavoro e innovazione; tra sociale e salute (sanità e ambiente); tra partecipazione, decentramento amministrativo e sicurezza; tra scuola e cultura; tra urbanistica, commercio e mobilità; tra turismo, marketing territoriale e relazioni internazionali, tra gestione del personale e efficienza amministrativa. Il progetto di rilancio della nostra città dovrà essere interassessorile, coinvolgere le associazioni di categoria, l’Autorità Portuale e la Porto 2000.

Lo strumento della sua realizzazione dovrà essere un piano regolatore che definisca in modo razionale e partecipato i criteri di insediamento e riqualificazione. Si dovrà posizionare la città nello scenario regionale, nazionale e mediterraneo con una precisa identità legata al mare e alle sue peculiarità storiche, urbanistiche e architettoniche che hanno come fil rouge l’acquaticità, il rapporto di contatto fisico e culturale con l’acqua e la dimensione marina. Il Progetto Bellana va nella direzione suddetta, esprime una visione della città e compendia in un’opera unica l’ottica complessa che ho sopra raccomandato. Nel progetto della Bellana c’è attenzione al rilancio turistico, alla preservazione alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale e della vocazione acquatica di Livorno, alle questioni ambientali e della sostenibilità e all’efficientamento infrastrutturale del porto industriale e turistico.”

 

Cristiano Toncelli (Progetto per Livorno): 

 “E’ assolutamente necessario e prioritario per questa città pensare ad un progetto di recupero complessivo della Venezia a fini turistici. Questo include prima di tutto il fermare l’assurdo progetto di costruire dei condomini in Piazza del Luogo Pio. Poi noi proponiamo di lanciare un grande progetto che valorizzi ad un tempo le Fortezze, gli Ex-Macelli (ora abbandonati), i Bottini dell’Olio. Riteniamo che sarebbe possibile cercare primarie istituzioni museali di livello internazionale interessate a stabilire una presenza in quello che è il porto più vicino alle città d’arte della Toscana, senza contare che appena al di là del confine della cinta portuale arriva una ferrovia, oggi dismessa, che potrebbe portare molti visitatori. Avremmo quindi la possibilità di rendere finalmente la Venezia un gioiello che il mondo ci invidierebbe e di valorizzare Livorno come città della cultura, recuperando la sua meravigliosa storia di tolleranza ed integrazione. Data la rilevanza del contesto, le risorse per realizzare un progetto di così ampia portata sarebbero ricavate con gli investimenti privati e attraverso contribuzioni pubbliche quali fondi europei. Tutto questo include però anche la necessità di recuperare anche le cantine storiche rendendole, ad esempio, le cucine di ristoranti galleggianti ormeggiati sui fossi del quartiere. Per questo è necessario individuare un’area su cui spostare le barche che oggi affollano i canali.

Il Progetto Bellana proposto dal Consorzio Nautico ha avuto da subito l’adesione di Progetto per Livorno. Esso darebbe una risposta alla questione dello spostamento delle barche dei fossi descritto nella risposta precedente. Si tratterebbe, però, anche ci una grande valorizzazione del nostro lungomare, che ne risulterebbe arricchito da una meravigliosa passeggiata che arriva fino al culmine della Diga della Vegliaia (che anche se fosse accorciata, sarebbe sempre un eccezionale ‘trampolino sul mare’). Inoltre si realizzerebbe finalmente quell’approdo di cui si parla inutilmente da almeno quarant’anni. Il progetto per noi è quindi molto positivo su di esso, ripetiamo, c’è la nostra adesione. Ovviamente la fase successiva dovrebbe essere quella di fare una studio tecnico accurato (correnti marine, mobilità…) e noi diamo il nostro impegno che questa fase partirebbe senza indugi. Registriamo invece che la precedente dirigenza cittadina dimostrava di osteggiare il progetto del Consorzio poiché, per quanto si riesce a capire, sembrava intenzionata a spostare le barche nella zone del Mediceo che saranno sotto la concessione di privati, facendo così regredire il “popolo delle barchette” da concessionari di aree demaniali pubbliche (attraverso l’adesione ai circoli) a clienti paganti di un privato. Una prospettiva che respingiamo nel modo più completo.”

 

 

Marco Cannito (consigliere comunale – Città Diversa): 

“Siamo assolutamente in linea con questa progettualità, cui pero’ aggiungeremmo anche il recupero architettonico e monumentale delle Mura medicee all’altezza del comparto Arsenale e Molo Mediceo. Recupero che peraltro dovrebbe competere, secondo gli accordi di programma, al soggetto concessionario del nuovo Porto Turistico del Mediceo. Nelle attuali condizioni su questa prospettiva abbiamo forti perplessità. D’altra parte,l’auspicabile valorizzazione di Fortezze e sistema integrato di Cantine a fini turistici è ovviamente condizionato dallo stato giuridico dei beni monumentali (che dovrebbero entrare a pieno titolo nella disponibilità del patrimonio comunale demaniale) e dalla gestione delle Cantine,la cui sopravvivenza dipende anche da una loro valorizzazione pluritematica che non puo’ essere posta esclusivamente a carico del Comune. Aggiungiamo la necessità di orientare investimenti (magari tratti dal gesttito dell’imposta di soggiorno) per riportare alla luce almeno alcune sezioni della cosiddetta città sotterranea di Livorno. Sarebbe questa una straordinaria fonte di attenzione turistica dunque anche di reddito per tutto il sistema dell’accoglienza.

Il progetto Bellana, nella versione che è stata recentemente presentata al pubblico, è suggestivo nella sua configurazione urbanistica cosi’ come nella sua proiezione economica. Ci riserviamo un giudizio definitivo sull’impatto ambientale del progetto, vista la collocazione che la piattaforma dello scalo diportistico da 1250 posti barca, con i relativi standard, avrebbe sul territorio circostante e retrostante. Nulla da dire sulla opportunità di liberare i Fossi dallo stazionamento di navigli medio grandi (anche in funzione della strategia di penetrazione turistica di cui sopra), ma proprio per questo, e per non tornare a commettere errori che a suo tempo interessarono il comparto Baracchine Viale Italia, riteniamo che gli insediamenti in quel delicatissimo settore vadano bilanciati al meglio. Proprio per valorizzare la finalità specifica del porticciolo,che non deve risultare la rimessa delle barche sfrattate dal Mediceo, ma un vero e proprio Polo della diportistica con caratteristiche di esemplare ecosostenibilità. Chissà che non possa essere trovato un interessante punto di mediazione fra la prudente valutazione dell’Autorità Portuale (600 posti barca per imbarcazioni piccole su circa 400 mq di slp) e il progetto del Consorzio anche in relazione allo tsunami che a breve interesserà la nuova dislocazione delle barche ormeggiate al Mediceo (alla Bellana o alla banchina 75?) Un vero rebus insomma, figlio in buona parte dell’immobilismo di questi anni.”

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