Il logo del Consorzio Nautico di Livorno

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Progetto Bellana: le premesse

Il “popolo delle barchette” ha rispettato le promesse formulate da tempo.

Il Consorzio Nautico di Livorno ha presentato ufficialmente alla cittadinanza, oltre che ai media locali, il proprio progetto d’un punto di ormeggio da far nascere nell’area della Bellana, fra il Fanale e la Terrazza Mascagni.

Forte dell’appoggio di una sessantina di circoli nautici, consistenti in circa tremila barche ormeggiate per la maggior parte proprio all’interno del circuito dei Fossi interno al Pentagono del Buontalenti, il soggetto che raggruppa la più ampia maggioranza dell’arcipelago degli appassionati locali di nautica medio-piccola ha compiuto la prima mossa. Sotto la ribalta della sala conferenze del Lem, all’interno del Palazzo del Portuale, oltre a Piero Mantellassi, presidente del Consorzio, ed all’ingegner Andrea Cecconi, progettista della società Studio di Ingegneria delle Strutture (un pool di professionisti che vanta collaborazioni di rilievo come quella con Libeskind per la torre C di Milano, quella con Renzo Piano per il polo direzionale Intesa San Paolo a Torino o per alcuni grattacieli nell’ex Falck di Sesto San Giovanni, quella per l’ampliamento della Galleria di arte moderna Macro di Roma o per la nuova sede Eni a San Donato), si sono dati appuntamento tecnici addetti ai lavori, rappresentanti di Istituzioni e soggetti privati. Tutte parti chiamate in causa, pur con interessi decisamente differenziati, nel quadro della fisiologica riorganizzazione della nautica da diporto cittadina.

Un tema annoso, una questione spinosa che si protrae senza soluzione almeno da cinquant’anni a questa parte: nel tempo, si sono succeduti senza possibilità di concretizzazione reale numerosi disegni, estrapolazioni e persino progetti. A tal proposito, come non ricordare quel l’idea di porto turistico commissionato all’architetto Walter Martigli dalla Marina Mediterranea, una Spa costituita dalla Compagnia Portuali; oppure il progetto che venne presentato anche in Francia, sulla Costa Azzurra, con studi di fattibilità commerciale affidati a vari consulenti. Stavolta però, il progetto elaborato dal Consorzio poggia su fondamenta solide: è ormai praticamente un decennio che i portavoce della piccola nautica labronica tornano a battere su questo tasto ‘dolente’. Nelle intenzioni del Consorizo infatti non si ipotizza un porto di natura turistica come quello che dovrebbe sorgere a breve nella zona interna al porto Mediceo (fra Darsena Nuova e molo Capitaneria), semmai un punto di ormeggio attrezzato con una modalità più leggera, sia nella forma infrastrutturale sia nei servizi messi a disposizione dei fruitori.

 

Se ne parla da almeno cinquant’anni: e per altrettanto tempo sono stati presentati disegni, estrapolazioni, persino progetti. Chi ha l’età giusta ricorderà che fu costituita dalla Compagnia portuali anche una Spa, la Marina Mediterranea, che fece fare un progetto completo di porto turistico alla Bellana all’architetto Walter Martigli. Un progetto che fu presentato anche in Francia, sulla Costa Azzurra, con studi di fattibilità commerciale affidati a vari consulenti. Non se ne fece di niente per l’opposizione politica, perché i “marina” erano “roba da ricchi”.

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